Domenica 27 ottobre 2013 alle ore 10.30 a Sermoneta (LT), presso il Giardino degli Aranci e il teatro della cattedrale di S. Maria, si terrà la conferenza intitolata A che serve il denaro? Pound e Marinetti contro affarismo e denarocentrismo. Interverranno sul tema Antonio Pantano (economista poundiano) e Antonio Saccoccio (oltre-artista futurista), che presenteranno contestualmente il loro ultimo libro edito dalle edizioni Avanguardia 21 e declameranno brani di F.T. Marinetti, E. Pound, G. Papini. Coordina e amplifica Felice Calvani. La conferenza, patrocinata dal Comune di Sermoneta, costituisce il momento centrale della Prima Giornata FuturNaturista in Agro Pontino, che prevede anche un’interpretazione del paesaggio in chiave dinamico-evolutiva curata da Angelo Valerio e interventi creativi e performativi della comunità sermonetana.
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giovedì 24 ottobre 2013
Pound e Marinetti contro il denarocentrismo (conferenza - Sermoneta, 27 ottobre 2013)
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sabato 20 agosto 2011
I Simpson e la scuola
La crisi della scuola: tra passatismo e presentismo from Net.Futurismo on Vimeo.
Questo video è una sintesi di un noto episodio de “I Simpson” in cui viene affrontata in modo lucidissimo la crisi della scuola.
Viene qui riproposto accompagnato da una serie di commenti testuali, per chiarirne ulteriormente il messaggio facendo ricorso a categorie critiche semplici, ma già sperimentate più volte e con successo. Il Net.Futurismo ha più volte evidenziato che nelle scuole sono presenti due tipologie di insegnanti: gli INSEGNANTI PASSATISTI, convinti ancora che lo studio sia dovere, sacrificio, timore, fatica, noia; gli INSEGNANTI PRESENTISTI, convinti che basti portare qualche innovazione di facciata per rendere più efficiente e semplice l’apprendimento. Gli uni respingono totalmente i new media, descrivendoli come la vera causa della degenerazione delle nuove generazioni; gli altri li accolgono trionfalmente ma altrettanto acriticamente. Nè gli insegnanti passatisti, nè gli insegnanti presentisti hanno in mano la soluzione. Al contrario dell’insegnante passatista, che comunque crede talmente tanto nella tradizione che non è disposto neppure lontanamente a mettersi in discussione, l’atteggiamento dell’insegnante presentista, indubbiamente più superficiale, può però portare a riconoscere la crisi e a denunciarla apertamente, come accade al termine di questo episodio. Il riconoscimento della crisi è il primo passo per poterla affrontare: e affrontare i momenti di crisi è compito da un secolo delle AVANGUARDIE. L’unico atteggiamento d’avanguardia è oggi prendere atto della crisi dell’istituzione scolastica e iniziare a riflettere sulle possibili alternative. Occorre tornare a ripensare, a distanza di un secolo, al “Chiudiamo le scuole” di Giovanni Papini? Non esattamente. Occorre semplicemente pensare ad una società in cui l’istituzione scolastica non abbia il peso opprimente che è arrivata ad avere oggi su miliardi di individui
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