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martedì 7 giugno 2016

”We can be heroes... from here to eternity”

E' uscito “Romantronica” del futurista ferrarese Roberto (o Roby) Guerra, tra i principali promotori dell'avanguardia italiana (libri anche per Armando Editore e per la ferrarese La Carmelina, attivista del transumanesimo italiano di Campa, Vaj e Pilia, del Netfuturismo di A. Saccoccio e S. Balice e del MAV). Edito da NETTarg ( a cura di Cosimo Dino- Guida) con prefazione della scrittrice Mary Blindflowers, Romantronica è un tributo speciale poetico e aforistico al grande artista pop David Bowie, scomparso nel gennaio scorso. Poesie e letteratura che esaltano il Bowie futurista e icona dell'era spaziale riconnesso alla sua profondità romantica e dandystica e visionaria, con connessioni esplicite della poetica di Bowie al fu rinascimento inglese o preraffaellita, tra Wilde e Keats , allo stesso posthuman Kubrick e infine a Lindsay Kemp e lo stesso Carmelo Bene, per il grande talento performativo dell'artista di Life on Mars, Heroes e Blackstar. Guerra rivela infine la sua matrice essenzialmente poetica, sperimentando un vero e proprio romanticismo elettronico, la nuova bellezza dell'era informatica. Oppure dalla prefazione della Blindflowers:

“Romantronica di Roberto Guerra appare fin da un primo sguardo una raccolta ipnotica, satura di immagini destrutturaliste intersecantesi senza posa, che saziano l'occhio e disegnano un ritmo ammaliante teso verso l'elettrico, il frizzante, il ciberspazio....Romantronica riesce a distinguersi dal muffoso comune buon senso, riesce ad essere poesia fresca e sperimentale, come una doccia ghiacciata alla bigotteria imperante...." . ”We can be heroes... from here to eternity”

*(da Romantronica, Heroes. La virtuosa realtà virtuale”

“Nell’era dell’automazione totale, della grande arte e della grande scienza, il lavoro sarà considerato una malattia mentale!

Le invenzioni future della Macchina del Tempo, del Sogno e del Cervello! Allora gli Umani si occuperanno finalmente delle cose belle e nobili.

Nulla è più divertente della Scienza e dell’Arte, saranno il Libero Tempo di un’epoca realmente evoluta.

Benvenuto Anno 3000: l’utopia dei robot... sarà la volta celeste, nobile, bella e mai più rara? Fioriranno i Fiori della Scienza!

INFO
NETTARG EDITORE


martedì 29 dicembre 2015

Intervista: Fiori della Scienza, Futurismo Selfie 2.0. E' uscita l'opera poetica antologica di Roby Guerra.

Intervista: Fiori della Scienza, Futurismo Selfie 2.0
E' uscita l'opera poetica antologica di Roby Guerra.

intervista a cura di A. Saccoccio


Per una poesia dell'era elettronica

D - E' appena uscito il tuo Fiori della Scienza XXX, opere futuriste complete (1985-2015), La Carmelina edizioni... l'ultimo lavoro definitivo poetico? 
R- In certo senso è esatto, una versione cartacea ancora più ampia uscì già nel 2000 (Nomade Psichico editore), ora ho selezionato con anche raccolte più recenti e una inedita dedicata al futurista americano Zoltan Istvan. E opera complessiva dedicata ai colleghi contemporanei futuristi Saccoccio, Campa, Cecchini, autori che hanno contribuito con me nel rilanciare il futurismo contemporaneo (si veda il Manifesto del Futurismo smodato, Avanguardia 21, 2014) e altri significativi a Ferrara per la mia opera complessiva (Riccardo Roversi ad esempio). E' l'ultima poetica raccolta globale, in quanto da tempo mi muovo più in ambito strettamente saggistico e futuribile, in futuro semmai più preciso parlare di poesie postfuturiste, ho in programma altri lavori antologici poetici più prossimi alla videopoesia e alla poesia sonora elettronica. Già il trailer (Poesie elettroniche) di Fiori della Scienza è dedicato a Corrado Govoni, uno dei più importanti poeti futuristi storici (e ferrarese come me) per il suo 50° anniversario (1965-2015) e trattasi di un lavoro in tal senso. Infine da sempre ho edito singole raccolte diciamo tipografiche giocando sulla grafica anche colorata dei testi, come ho riprodotto poi nel libro eBook in questione.

D- Un poeta paradossale, tra arte e scienza? 
R - Come dimostrano in controluce la segnalazione su  magazine divulgativi d'area scientifica come Meteo Web o nell'intervista reale recente su Barbadillo ("Se la poesia neofuturista si salda con l'immaginario scientifico", a cura di Luca Siniscalco) o d'avanguardia elettronica, anche il transumanista Estropico blog e il MAV, quel che scrivo non ha nulla a che vedere con la letteratura . Quest'ultima, per dirla con Marx o Nietzsche è da fine secondo Novecento quasi sempre una reificazione, un simulacro, una mistificazione nella nascente era del vero immaginario scientifico e della futura prossima rivoluzione scientifica-sociale oggi più che mai urgente visto il medioevo incombente. Quel che scrivo è quasi parola scientifica, pubblicità postwarholiana, uno spot 3.0 per l'avvento della società futura rivoluzionaria scientifica contro i totalitarismi residui ma ancora dominanti come virus della politica, della letteratura paleo-finto-umanistica, figurarsi di qualsivoglia religione, se non quella cosmica nascente sognata da Marinetti, Einstein, T. de Chardin. E tutto era forse già intuito fin dalla primissima breve raccolta omonima degli anni '80, Fiori della Scienza che apre l'ultimo volume antologico. Non sono un poeta contemplativo ma un semplice e anche "logicamente" difettoso prototipo computerpoeta!

mercoledì 31 dicembre 2014

"Marinetti 70. Sintesi della critica futurista" (a cura di Antonio Saccoccio e Roberto Guerra - Armando editore)

In occasione dei settant’anni dalla morte di F.T. Marinetti, è uscito in questi giorni per i tipi di Armando editore Marinetti 70. Sintesi della critica futurista, raccolta di saggi, articoli e interviste curata da Antonio Saccoccio e Roberto Guerra.
Il fondatore del Futurismo continua a essere una delle figure più discusse e controverse della cultura italiana. In questa pubblicazione alcuni tra i maggiori studiosi viventi dell’artista esplorano aspetti fondamentali della sua opera: il culto della modernità, le ricerche poetiche e parolibere, i rapporti con la politica (nazionalismo, socialismo, anarchismo, fascismo), l’influenza sulle avanguardie europee, l’attualità delle sue intuizioni nel XXI secolo.

All’interno del volume contributi critici di: Gino Agnese, Giovanni Antonucci, Francesca Barbi Marinetti, Günter Berghaus, Pierfranco Bruni, Riccardo Campa, Giancarlo Carpi, Patrizio Ceccagnoli, Simona Cigliana, Vitaldo Conte, Enrico Crispolti, Giorgio Di Genova, Massimo Duranti, Roberto Guerra, Giordano Bruno Guerri, Miroslava Hajek, Massimo Prampolini, Antonio Saccoccio, Luigi Tallarico, Paolo Valesio.

Il volume è inserito nella collana "Avanguardia 21".


TITOLO: Marinetti 70. Sintesi della critica futurista
CURATORI: Antonio Saccoccio, Roberto Guerra
EDITORE:  Armando
COLLANA: Avanguardia 21 (a cura di A. Saccoccio)
PAGINE: 128
ISBN: 978-88-6677-882-0


Antonio Saccoccio. Teorico e attivista nel campo delle avanguardie, si occupa da un decennio di Futurismo e culture digitali. Collabora con l’Università “Tor Vergata” di Roma.

Roberto Guerra. Poeta e attivista futurista, negli anni Ottanta ha collaborato con la rivista «Futurismo Oggi». Ha già pubblicato con Armando “Futurismo per la nuova umanità” (2012).

martedì 17 dicembre 2013

The Museum Of Microcassette Art project (Hal McGee): contribution by MAV


Yesterday the 89th contribution to the Museum Of Microcassette Art project arrived, from Stefano Balice of Givoletto, Italy, containing a contribution by MAV (Tommaso Busatto, Roberto Guerra, Giovanni Nembrini, Antonio Saccoccio, Mattia Niero, and Stefano). Thanks for all of the cool stuff - the noise box, loops tape, and more.

Hal McGee (17/12/2013)

giovedì 17 ottobre 2013

Futurismo contemporaneo. Futurismo 2.0? Ecco i libri dopo Marinetti

ROMA - Futurismo 2.0? Ecco i libri dopo Marinetti. Archiviato il centenario del futurismo del 2009 come un grande e semplice omaggio storico a quella che fu forse la più grande avanguardia italiana? Forse per la critica d'arte convenzionale o per gli esperti del secondo novecento. A quanto pare dal 2000 a oggi, al contrario, effetto anche dell'avvento di massa del web, pronipoti di Marinetti segnalano ormai un patrimonio di iniziative, convegni e pubblicazioni confermate anche da Wikipedia con tanto di futuristi contemporanei evidenziati.

Continua a leggere su Cinquew.it

giovedì 1 marzo 2012

"Donna-Arte Oggi in Lussuria Futurista e CyberSex" a Nettuno (Roma)








Domenica 4 marzo alle ore 17.30 presso la Sala dei Sigilli del Forte Sangallo di Nettuno (Roma) verrà presentato il libro Pulsional Gender Art di Vitaldo Conte, edito da Avanguardia 21 Edizioni, nel corso dell'evento multimediale "Donna-Arte Oggi in Lussuria Futurista e CyberSex". La presentazione si svilupperà in forma di narrazione a due tra lo stesso Conte, critico d'arte e saggista, e Antonio Saccoccio, oltre-artista, scrittore ed editore, intervallata da proiezioni video dell'anarcosituazionista Helena Velena, della popstar transgender Laika Facsimile e di Vitaldix & T-Rose (Laura Baldieri, Tiziana Pertoso) e letture dal volume Moana Lisa Cyberpunk di Roberto Guerra e dal blog Microscopoesia di Marco Raimondo. Conclude l'evento Ugo Magnanti con l'appendice "Tra guanto bianco e mutilata rosa". Coordina Eugenio Bartolini.

Nella presentazione saranno coinvolti a vario titolo diversi esponenti del MAV Movimento per l'Arte Vaporizzata (Laika Facsimile, Vitaldix, Fabio Crivellaro, Elisabetta Mattia, Roberto Guerra, Marco Raimondo), anche collaboratori /autori di Avanguardia 21 Edizioni.

venerdì 11 novembre 2011

Manifesto del futurismo smodato (11-11-11)

MANIFESTO DEL FUTURISMO SMODATO

L’umanità cammina verso l’individualismo anarchico...

F. T. Marinetti

Exordium

Oggi, 11/11/11, quando il numero sacro del futurismo si presenta in forma una e trina, quando il numero bicornuto venerato da FT Marinetti colora di rosso incandescente i nostri calendari, quando il numero che supera il sistema decimale delle dieci dita e delle limitazioni umane accompagna il sorgere del sole novembrino nell’anarchica e illogica estate di San Martino, noi futuristi del XXI secolo ci accingiamo a pubblicare il centoundicimilacentounesimo manifesto futurista: il Manifesto del futurismo smodato!

Pars destruens

Sull’onda del centenario della fondazione, si fa un gran parlare di futurismo, ma il termine è usato troppo spesso a sproposito, ai limiti dello stupro linguistico. In tale situazione, non è azzardato parlare di usurpazione.

Un partito decide di chiamarsi “Futuro e libertà”, i suoi militanti si definiscono “futuristi”, la loro fondazione si chiama “Farefuturo” e il loro giornale di partito “Il futurista”. Riconosciamo che tanta attenzione a nomi e simboli che ci sono cari ci lusinga. Riconosciamo che, a riguardo di alcune questioni bioetiche, il neonato e soltanto sedicente partito “futurista” ha con noi qualche punto in comune. Il suo capo votò “sì” ai referendum sulla fecondazione artificiale e la clonazione terapeutica. Ma questo è tutto quanto possiamo riconoscere. Il resto è tristezza. Può un partito che si richiama nominalmente e simbolicamente al “futurismo” schierarsi strategicamente con il centro moderato cattolico? Può un partito “futurista” essere impegnato, tranne qualche frangia, a chiamare a raccolta tutti i benpensanti, i perbenisti, e coloro che pensano che la political correctness sia un totem e l’autodeterminazione un tabù?

Non bastasse “Futuro e libertà”, è in circolazione anche “Libertà e futuro”. Attenzione! Non è una patacca. È un’associazione politica, una lista civica, un movimento nato ancora prima del partito scissionista della destra, e proprio in concomitanza con il centenario del Futurismo. Peccato che – come il quasi omonimo partito politico – non mostri alcuno slancio rivoluzionario, avanguardista, prometeico. Del resto, è noto che invertendo l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

Oltre ai politici di professione, ci sono politici per missione. Un industriale aristocratico ha chiamato la propria fondazione “Italia futura”, una fondazione che si è dotata di sedi territoriali e assomiglia ormai a un vero e proprio partito. Un giorno sì e un giorno anche, il nostro minaccia di entrare in politica. Certo, questo imprenditore ha dei meriti che gli debbono essere riconosciuti: ha dato lustro alla tecnologia e all’ingegno italiano nel mondo. FT Marinetti non sarebbe forse fiero dei suoi bolidi rossi, considerando che il rosso è il colore del futurismo e la velocità la sua religione? Non sarebbe fiero di questi gioielli della meccanica che portano l’emblema dell’eroico aeroartista Francesco Baracca? Ma, anche in questo caso, il riconoscimento deve fermarsi qui. L’industriale in questione, tirato per la giacca da destra e da manca come salvatore della Patria, minaccia di scendere nell’arena politica… Bene! Bravo! Con chi? Con il centro moderato cattolico! Che c’è di futurista, o anche semplicemente di futuro, in tutto questo?

Per farla breve, è tutto un pullulare di futuristi a modo. Giriamo allora a questi sedicenti futuristi, e in particolare a quelli di “Futuro e libertà” – dato che fanno riferimento esplicito al futurismo storico – la domanda che FTM fece ai comunisti italiani:

1. Siete voi disposti come noi a liberare l’Italia dal Papato?

2. Vendere il nostro patrimonio artistico per favorire tutte le classi povere e particolarmente il proletariato di artisti?

3. Abolire radicalmente tribunali, polizie, questure e carceri?

Se non avete queste tre volontà rivoluzionarie, siete dei conservatori, archeologi clericali polizieschi e reazionari sotto la vostra vernice di comunismo rosso. Vogliamo liberare l’Italia dal papato, dalla monarchia, dal Senato, dal matrimonio, dal Parlamento. Vogliamo un governo tecnico senza parlamento, vivificato da un consiglio o eccitatorio di giovanissimi. Vogliamo l’abolizione degli eserciti permanenti, dei tribunali, delle polizie e dei carceri, perché la nostra razza di geniali possa sviluppare la maggior quantità possibile di individui liberissimi, forti, laboriosi, novatori, veloci. Non soltanto siamo più rivoluzionari di voi, socialisti ufficiali, ma siamo al di là della vostra rivoluzione.

Premesso che non siamo qui per sottoscrivere alla lettera, per elevare a Verbo, ogni frase pronunciata cento anni fa da Marinetti (questo sarebbe davvero antifuturista!), ci pare nondimeno possibile distillare da questa lista di idee-azioni – attuali o inattuali, praticabili o utopiche che siano – lo spirito anarco-rivoluzionario che le anima. I futuristi (quelli veri) erano più rivoluzionari dei comunisti, più a sinistra della Sinistra Ufficiale. In questo senso erano Al di là del comunismo. Ma voi siete ben al di qua persino della Democrazia cristiana. Perché allora questo stupro linguistico? O forse dovremmo farvi un’altra domanda: avete mai letto un manifesto futurista?

Per riassumere, quando una serie interminabile di partiti, fondazioni, riviste, blog ha iniziato ad inneggiare ad una controfigura di futurismo – flaccido, moderato, misurato. Quando il nome “futuristi”, prima irriso o dimenticato, è tornato di moda, purché sia a modo, a noi FUTURISTI VERI, noi che futuristi lo siamo sempre stati, non resta che dirci SMODATI. Non abbiamo altra scelta. Per prendere una salutare distanza da questa pantomima, dobbiamo definirci smodatofuturisti.


CONTINUA OVUNQUE NEL CYBERSPAZIO