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venerdì 11 agosto 2017

Seppellire i morti e cominciare

«Occorre cercare degli amici radicali, e ci sono. I vecchi dicono: eravamo radicali in gioventù. Sì, è così. In gioventù, essi vivevano ancora. Si è dimenticato quello che si voleva. Si dorme. Si è morti. Occorre chiamare chi è sveglio, risvegliare gli assonnati, seppellire i morti. Cioè: cominciare»


(Uwe Lausen, Internationale Situationniste, n. 7, dalla Quinta Conferenza dell'I.S. di Goteborg, 1961)

lunedì 15 febbraio 2016

Cobra: la spirale di un'avanguardia (di Roberto Massari)

COBRA: LA SPIRALE DI UN'AVANGUARDIA, di Roberto Massari

La mostra dedicata a CoBrA. Una grande avanguardia europea (1948-1951)- organizzata dalla Fondazione Roma Museo (Pal. Cipolla: 4/12/15-3/4/16) - e le pagine introduttive del Catalogo che l'accompagna (a cura di Damiano Femfert e Francesco Poli, Skira, 2015, bilingue) possono indurre tre riflessioni preliminari o, meglio, tre constatazioni che ci sembra di poter riferire al contesto artistico italiano di quegli anni.

CoBrA e l'Italia
1) Nella ricchezza di presenze culturali all'interno o alla periferia del movimento CoBrA (acronimo che com'è noto sta a indicare la provenienza dei suoi fondatori da Copenhagen, Bruxelles e Amsterdam) appaiono assenti poeti o pittori italiani (con un paio di successive eccezioni).
Per un Paese che nel dopoguerra doveva riprendersi dai disastri culturali del ventennio fascista, costretto a inventarsi presunte avanguardie «nazionali» per recuperare parte del tempo perduto, intimidito o succube del miraggio neorealistico sovietico-zdanoviano e sotto l'influenza dilagante del pensiero estetico di Lukács (che aveva fatto un sol fascio del surrealismo e delle avanguardie europee, condannandone l'irrazionalità e la presunta decadenza), non c'è molto da stupirsi.
2) Ma se è vero che gli artisti italiani sono assenti dalla fase fondativa e di sviluppo di CoBrA, non lo sono del tutto rispetto al suo lascito teorico, vale a dire rispetto alla tradizione che si snoda lungo l'arco degli anni '50 e che permea di sé varie altre esperienze di avanguardia artistica. E ciò grazie in primo luogo a due coraggiosi pionieri presituazionistici attivi in campo figurativo.
E infatti, due anni dopo la fine di CoBrA - quindi nel 1953 - l'albese Pinot Gallizio (1902-1964) e il milanese Enrico Baj (1924-2003) saranno all'origine del Movimento internazionale per un Bauhaus immaginista, mentre lo stesso Gallizio sarà tra i fondatori dell'Internazionale situazionista (a Cosio d'Arroscia, tra Imperia e Cuneo, 28 luglio 1957).
L'Is, come è noto e come il Catalogo di cui sopra non manca di sottolineare, si considerò erede diretta anche dell'esperienza CoBrA, grazie soprattutto all'impegno multiforme di uno dei suoi principali esponenti - il danese Asger Jorn (Jørgensen, 1914-1973) - che s'impegnò in tutti e tre i movimenti citati. Jorn sarà anche a Cosio, immortalato nella storica foto dei «magnifici sette», con l'ottavo impegnato a scattarla.
3) Eppure, nonostante l'assenza da un momento di snodo così importante per la crescita di un discorso alternativo, anticonformistico e necessariamente antagonistico rispetto alle «accademie» culturali delle due «Chiese» dominanti (quella cattolica e quella togliattiana), col tempo un settore della cultura italiana arrivò ad assolvere un qualche ruolo d'avanguardia.
A partire da un momento imprecisabile nel corso degli anni '50, una serie di personalità in campo artistico ed eventi culturali certamente di rottura per l'epoca in cui furono concepiti (Movimento spaziale, Movimento per l'arte concreta, Arte povera, varie correnti informali, le Triennali di Milano, spazi appositi nelle Biennali veneziane ecc.) portarono a un reinserimento delle correnti più avanzate della cultura italiana nel dibattito/scontro tra le avanguardie che già animava da decenni la scena artistica europea e statunitense.
Una parte d'Italia (in particolare il triangolo Milano-Torino-Liguria, ma con estensioni in altre regioni, Roma compresa) si trasformò temporaneamente in terra d'elezione per esperienze e sperimentazioni di avanguardie più o meno minoritarie e marginali, contribuendo a una nuova filatura del tessuto poetico e pittorico anticonfomistico e creativo. Questa filatura sfocerà in determinati casi (e sempre temporaneamente) in alcune delle più significative esperienze dell'avanguardia artistica europea (anche, se non soprattutto, in campo musicale, filmico e architettonico), influenzandola e venendone influenzata.
Scherzi della legge dello «sviluppo ineguale e combinato» in campo culturale - si potrebbe dire, ironizzando ma non troppo, giacché in questo come in altri campi, spesso sono proprio gli ultimi arrivati a dimostrare la massima apertura e spirito d'accoglienza verso il nuovo e il dissacrante, in genere come reazione a tensioni sociali e ansie culturali accumulatesi nel tempo.

Antecedenti e conseguenti
Per un minimo d'inquadratura del contesto culturale in cui CoBrA «nacque, insorse e giacque», va detto che la filatura del tessuto artistico cui abbiamo accennato era iniziata col futurismo, fenomeno originario italiano d'inizio secolo (si vedano gli studi di Antonio Saccoccio sul sovversivismo ideologico futurista per stabilirne la continuità); ma era stata poi brutalmente travolta dai realismi totalitari del fascismo e dello stalinismo.
Tutto ciò mentre nel resto d'Europa quella stessa filatura, mescolandosi liberamente ad altri apporti e discipline, produceva tessuti nuovi e preziosi come Dada (dove l'eccezione italiana molto particolare fu rappresentata dal romano e assai discusso Julius Evola, 1898-1974), il Surrealismo (qui da considerare nell'ottica riproposta nel recente libro di Arturo Schwarz edito da Skira e da noi già commentato), il Lettrismo (analizzato nei lavori di Sandro Ricaldone, Mirella Bandini e Alessandro Scuro), le contrastate eredità della Secessione viennese con gli sviluppi ben noti (tra i quali der Blaue Reiterdie Brucke ecc.), le varie correnti pittoriche pre-post- e neoespressionistiche ecc., a cavallo della Prima e della Seconda guerra mondiale.

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domenica 15 marzo 2015

international spam art - Buon pomeriggio (IL RITORNO DI ANASTASIYA!)


Ciao, voglio conoscerti!
Il mio nome e Anastasiya. Sono socievole, ragazza 
interessante, ma io sono molto sola, purtroppo. Nella vita reale, 
non riuscivo a trovare un compagno, e cerchero di farlo su Internet. 
Vi diro di piu su di me in queste lettere. Non avevo mai avuto rapporto su Internet.
Recentemente ho imparato che si puo trovare un sacco di amici su Internet.
Cosi ho deciso di cercare di trovare il suo destino come ha fatto per molte donne in tutto il mondo.
Come ho detto il mio nome e Anastasiya, io vivo in Russia, nella citta di Kstovo.
Sono ragazza molto timida, e se io vi ho amato, che ti chieda domande, ho sempre risposto.
Mi piace fare sport, costretti ad andare in palestra piu volte alla settimana. A volte mi trovo a visitare la piscina.
Atteggiamento negativo per alcool. 
Ma a volte non mi posso permettere di rilassarsi in compagnia di amici.
Vivo da solo per molto tempo. E spero che avremo presto conoscere e di diventare piu.
Ho anche allego la mia immagine, spero piaccia.
Scrivi a me con il tuo nome, in modo da poter correttamente riferimento a te. 
Un giorno saro in grado di effettuare una chiamata. Mi auguro che saremo buoni amici!
Attendo con ansia la vostra risposta. 
Si prega di rispondere solo alla mia personale e-mail: cvetok.very@gmail.com

Vorrei anche rispondere immediatamente quando vedo la vostra lettera.
Anastasiya.


sabato 14 febbraio 2015

BUON CARNEVALE COMBATTENTE NET.ASINO.DADAFUTURISTA!




Etichette: arte vaporizzata, asinaggine vaporizzata, asineria vaporizzata, asinImmagine vaporizzata, asinus mundi, avanguardia asinesca, carnevale combattente, carnevale combattente asinesco, carnevale combattente netAsinoDadaFuturista, dadAsino, interÂne, interAsino, interBurro, interDonkey, interEsel, KampfKarneval, KampfKarnevalEsel, KampfKarnevalKlub KKK, MAV, netAsinaggine, netAsineria, netAsinImmagine, netAsino, netAsinus interMundi, netAvanguardia asinesca, netSpasimo vaporizzato, spAsino estremista. 

mercoledì 15 ottobre 2014

Le avanguardie artistiche (dalle Sentenze Proverbiali del MAV)

Ad oggi, non possono esistere avanguardie artistiche.
Dal futurismo in poi, i movimenti sono stati tanto d'avanguardia quanto più si sono allontanati dall'arte.
Dunque, "movimento per l'arte vaporizzata", perché non potrebbe essere altrimenti.

(dalle Sentenze Proverbiali del MAV)

giovedì 12 dicembre 2013

Il museo del futuro? Sarà in costante movimento spazio-temporale.

Norma, 13-15 dicembre 2013: workshop nazionale
“Nuovi modelli di sviluppo comunitario per gli Ecomusei in Italia”

COMUNICATO STAMPA

Nuove prospettive per i musei del futuro. Non più luoghi chiusi fuori dalla realtà. Saranno dinamicissimi, in movimento nello spazio, nel tempo e nella visione. Un vera avanguardia nel museo. Questo proporranno Antonio Sacccoccio e Angelo Valerio nella loro relazione "Lo sviluppo comunitario locale: un'idea di museo in movimento", con la quale prenderà avvio il workshop nazionale Nuovi modelli di sviluppo comunitario per gli Ecomusei in Italia, che si terrà a Norma (LT), dal 13 al 15 dicembre 2013, presso il Centro Congressi Hotel Villa del Cardinale.
Interverranno antropologi, architetti, archeologi, agenti di sviluppo comunitario, docenti universitari, operatori culturali e rappresentanti dei principali ecomusei italiani, che illustreranno ricerche, pratiche e nuovi modelli sperimentati in questi ultimi anni in Italia. Temi centrali delle giornate di studi saranno la relazione tra patrimonio culturale e sviluppo locale e la possibilità di rendere attiva una rete ecomuseale nazionale. Il programma prevede anche visite alla città di Norma e al territorio circostante (con particolare attenzione al Parco Archeologico dell’Antica Norba e al Museo Civico Archeologico di Norma), esposizioni di artigianato locale e degustazioni di prodotti e piatti normiciani. L’iniziativa è organizzata dall’Ecomuseo dell’Agro Pontino e da O.N.D.A. (Organizzazione Nuova Difesa Ambientale) in collaborazione con il Comune di Norma.
Tra i relatori Francesco Baratti (Coordinatore del progetto SESA Università del Salento), Nerina Baldi (Direttore Ecomuseo delle Valli di Argenta), Guido Donati (Coordinatore Ecomuseo della Judicaria - Rete Ecomuseale Trentino), Maurizio Tondolo (Direttore Ecomuseo delle Acque del Gemonese), Sandra Becucci (Fondazione Musei Senesi), Paolo Isaja (Direttore Ecomuseo del Litorale Romano), Alberto Castori (Presidente Ecomuseo della Teverina), Roberta Tucci (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), Stefania Quilici Gigli (Docente di Topografia antica alla Seconda Università di Napoli e Direttrice Museo Civico Archeologico di Norma), Marco Geronimi Stoll (pubblicitario disertore Rete Smarketing), oltre ai curatori del workshop Angelo Valerio (Presidente O.N.D.A.) e Antonio Saccoccio (Direttore Ecomuseo dell’Agro Pontino).
All’evento parteciperanno attivamente associazioni e membri della comunità di Norma e di altri comuni pontini e lepini.

Per iscriversi al workshop inviare una richiesta a: ondaecomuseoagropontino@gmail.com

martedì 19 novembre 2013

International spam art - Ciao Entusiasto! Come il tuo umore?

Ciao Entusiasto! Come il tuo umore?
Il mio nome e Nataliya.
Ti scrivo perche mi piacerebbe scambiare 4 chiacchiere con persone 
interessanti, sensibili, profonde, che riescono ancora ad emozionarsi per un 
sorriso, che riescono ad apprezzare le piccole cose che la vita ci propone 
tutti i giorni, che hanno dei valori, che credono in qualcosa, che sono 
curiose e pensano che le novita ci arricchiscono, che hanno voglia di 
mettersi in gioco, che preferiscono un libro o 4 chiacchiere alla 
televisione, che quando viaggiano cercano di scoprire la cultura del popolo 
che incontrano, che sanno sognare....
Persone che hanno desiderio di vivere! Se pensi di riconoscerti in questa
descrizione o condividere il mio pensiero [ si sa, nessuno e perfetto!] 
batti un colpo, io sono ragazza...

giovedì 7 novembre 2013

international spam art - La vostra risposta presto.

La vostra risposta presto.

Email: jenginsjonahhui@yahoo.com.hk

E 'comprensibile che si potrebbe essere un po' preoccupato perchй
tu non mi conosci, ma io ho una proposta lucrativo business della mutua
interesse da condividere con voi. Ho avuto il tuo riferimento nella mia ricerca di qualcuno
che si adatta al mio rapporto di lavoro proposto.

Io sono il signor Jengins JKL Hui, direttore esecutivo e Chief Financial Officer
di Hang Seng Bank Ltd. ho un suggerimento affari oscurato per voi. I
avrа bisogno di voi per aiutarmi in esecuzione di un progetto imprenditoriale da Hong Kong
al vostro paese. Esso comporta il trasferimento di una grossa somma di denaro.
Tutto ciт che riguarda questa operazione deve essere fatto legalmente senza
intoppo. Si prega di cercare di osservare la massima discrezione in tutte le questioni
riguardo a questo problema.

Una volta che i fondi sono stati trasferiti con successo sul tuo conto, abbiamo
devono condividere nel rapporto da concordare con entrambi. Io preferisco te
mi raggiunge sul mio indirizzo email privato di seguito (e-mail:jenginsjonahhui@yahoo.com.hk)
e finalmente dopo che io fornirvi ulteriori informazioni su
questa operazione.

Per favore, se non siete interessati cancellare questa e-mail e non mi caccia
perchй sto mettendo la mia carriera e la vita della mia famiglia in gioco con
questa impresa. Anche se non risica non rosica и.

La vostra risposta presto a questa lettera sarа apprezzato.

Cordiali saluti,

Mr. Jengins J.K.L Hui

venerdì 18 ottobre 2013

“Corpi di-segni d’arte” (di Vitaldo Conte): Pulsional Ru.mo.re e vaporizzazioni in Accademia

Arte Vaporizzata e Pulsional Ru.more protagonisti all'Accademia di Belle Arti di Roma. Questa la sintesi di Vitaldo Conte con gli interventi dei partecipanti all'evento (Salvatore Luperto, Lidia Reghini, Lamberto Pignotti, Antonio Saccoccio, Helena Velena).


Presentazione di Vitaldo Conte   

Ho voluto presentare questo evento come un percorso teorico “aperto” ad alcune possibili emergenze, anche estreme, presenti nella creazione di oggi. È stato espresso, oltre che dalle mie considerazioni, soprattutto attraverso interventi e video di alcuni dei suoi (e miei) compagni di viaggio. I “corpi di-segni” sono uno spaccato d’arte che si riconosce in oper/azioni di confluenza e contaminazione sinestetica tra i vari linguaggi – arte, scrittura, musica-suono, corporeità –: fino alla dispersione ambientale, all’azione performativa, all’open space virtuale e alle dimensioni dell’invisibilità. Il susseguirsi degli interventi e dei video ha “cucito” il corpo-teoria di questo di-segno d’arte.
Il primo momento è stato dedicato alla proiezione del video Sal Salina Salento (il Mito della Poesia Visiva), prodotto dal Museo d’Arte Contemporanea di Matino e realizzato dal suo direttore artistico Salvatore Luperto, che è intervenuto per l’occasione. Il video (con voce-performance di Liliana Ebalginelli e musiche di Biagio Putignano) è stato girato nella Salina dei Monaci di Torre Colimena nel Salento, per i cinquant’anni dalla nascita, a Firenze (nel 1963), della Poesia Visiva. “Il video narra la sacralità dei legami, delle connessioni nel Cosmo. Di ogni parte con ogni altra, di ogni parte col tutto. Gli opposti ritmano il divenire, vivono l’uno dell’altro; luce e buio, spazio e materia, suono e silenzio, voce e silenzio. E tutto è segno e pensiero, mistero”. (Luperto)
Nel mio successivo intervento (con un video esplicativo) sulle scritture d’arte sul corpo, ho focalizzato l’attenzione su come la pelle possa tramutarsi, in numerose esperienze del ‘900, in carta e pergamena, tela o partitura “da scrivere, di-segnare, suonare, dilatare, come un estremo testo che vive”. Non mancano, per esempio, nelle vicende artistiche italiane degli anni ‘70, esempi di “segnature” del corpo-supporto: come quelle di Ketty La Rocca, Guglielmo Achille Cavellini, Claudio Parmiggiani, Tomaso Binga, ecc.  
Le scritture extreme si disperdono sempre di più in molteplici lingue d’arte, anche per divenire “geo-corpo-grafie” tra visibile/invisibile. Da qui l’aggancio a due successivi video ondeggianti tra poesia, azione, manipolazione concettuale. Il primo è su Lamberto Pignotti (uno dei fondatori della poesia visiva), il cui lavoro-pensiero si pone come una continua sinestesia poetica che oltrepassa le dimensioni e la visibilità dell’opera e della presenza dell’autore. Nel secondo video (realizzato da Laura Baldieri) Lidia Reghini (critico d’arte) entra in relazione creativo-concettuale in/con/su Vitaldix, il mio avatar creativo, in un evento collettivo ad Orte, espresso con il gioco delle parti e la ricerca di un’arte vaporizzata al limite dell’invisibilità: “Vitaldix, oltre il gioco dell'identità multipla innesta assalti armati alla caparbia banalità dei salariati benpensanti accademici... Vitaldix è uno, qualcuno, tutti e nessuno...” (Reghini)
L’ultimo momento dell’incontro, che ha suscitato anche qualche momento di “rea(anima)zione” accesa da parte del pubblico, è stato incentrato con un video e interventi sul progetto di Pulsional Ru.mo.re! (CD – Avanguardia 21), che, oltre da me, è stato curato da Antonio Saccoccio (teorico net.futurista e oltre-artista) e da Helena Velena (anarco-riferimento del pensiero transgender). Saccoccio presenta il “Pulsional Ru.Mo.Re! in una sintesi estrema: impiego s-regolato della voce in parole/suoni/rumori; sostituzione del preparazionismo compositivo (a tavolino) con l’intuizione estemporanea (in tempo reale); dialogo/combattimento tra voci simultanee; vaporizzazione della Musica e dell’Arte; ribellione sonora neotribale contro i meccanismi di ordine, controllo e normalizzazione globali”. Per Helena Velena è “Esplosione incontrollata dell’inconscio e rimodulazione – rimodellazione delle forme date, impiastricciamento degli stili, rikombinante del DNA della Musica dalle origini ad ora, liberazione da ogni forma pre/definita, e soprattutto processo di comunicazione e comunicazione della Sacralità del Messaggio. S/Formazione dell’In/Contenuto. Tutto ciò & molto altro, è Pulsional...”. RU:MO:RE! che, la sera stessa, è stato protagonista (come ulteriore sconfinamento e “commento” di questo evento) di un Live Radio Concert a Radio Popolare Roma con la nostra triplice partecipazione. 

In “Accademia in Campo”: Accademia di Belle Arti di Roma / Campo Boario _ 6 ottobre 2013


lunedì 14 ottobre 2013

Cinque idee-chiave per il PULSIONAL RU.MO.RE! (Antonio Saccoccio)

Pulsional Ru.Mo.Re! in sintesi estrema: impiego s-regolato della voce in parole/suoni/rumori; sostituzione del preparazionismo compositivo (a tavolino) con l’intuizione estemporanea (in tempo reale); dialogo/combattimento tra voci simultanee; vaporizzazione della Musica e dell’Arte; ribellione sonora neotribale contro i meccanismi di ordine, controllo e normalizzazione globali.


Antonio Saccoccio

giovedì 6 giugno 2013

international spam art - come stai?

Ciao la mia bell'amica.
il mio nome e Anastasiya.
Ho 28 anni. Sono una bionda con occhi azzurri.
Le scrivo per fare la conoscenza con Lei e imparare 
e migliore che Lei.  Cerco l'amore di true. 
Cerco l'uomo vero, fedele, romantico.
anche se sull'Internet, ma spero che sia capace di trovare 
principe. Sono la ragazza molto bene manierata, gentile e decente. 
Spero La ha affascinato?
mi rispondera? qui il mio indirizzo di posta elettronica - 
anastasiya.zima84@gmail.com
Aspettero la Sua sollecita risposta.
nella lettera seguente certamente Le mandero mio 
fotografia.
Spero Lei che l'uomo chi cosi fortemente cerco e aspetto. riconosciamo 
l'un l'altro su - meglio.
aspettando la Sua risposta, Anastasiya.
anastasiya.zima84@gmail.com

mercoledì 20 febbraio 2013

L'Arte: un ferrovecchio per miseri omuncoli (Debord)

E l'Arte? Solo un ferrovecchio. Una categoria corrosa e corrotta dalla storia, merce di scambio per la vanità e la vacuità di alcuni miseri omuncoli. (GUY DEBORD)

domenica 17 febbraio 2013

Teatro sintetico futurista: Angelo Rognoni - Insegnamento (1917)


Un'aula scolastica.

IL PROFESSORE (trent'anni. Legge agli allievi) - Dante è un grande poeta. Egli ha scritto la Divina Commedia e...

(Pochi secondi di buio)

IL PROFESSORE (cinquant'anni. Legge con voce annoiata) - Dante è un grande poeta. Egli ha scritto la Divina Commedia e...

(Pochi secondi di buio)

IL PROFESSORE (sessant'anni. E' ormai un grammofono) - Dante è un grande poeta...

UN ALLIEVO (interrompendolo) - Perché?

IL PROFESSORE (meravigliato e imbarazzato) - E' stampato qui. Siedi e sta zitto. Dante è un grande poeta. Egli ha scritto...

Sipario


domenica 13 gennaio 2013

Ma questa non è arte e voi non siete artisti!


- Ma questa non è arte e voi non siete artisti!... - ha deciso con netta conclusione un visitatore.
- Che intende lei per artista? - gli ha chiesto Munari.
- Uno che faccia dell'arte...
- Perfettamente. Uno che faccia dell'arte!... Ma lei che protesta sull'abuso del qualificativo artista è sempre pronto, come me, come tutti, a chiamare artista anche il suo barbiere e il suo calzolaio...
Coro di ah! eh! ih! oh! uh!...
- … Non usiamo noi infatti dire: il mio barbiere mi rade da vero artista?!... Il mio calzolaio è un vero artista?... Il mio sarto, che artista!?
- Bisognerà dunque trovare una parola che sostituisca quella di artista! - salta su a dire una ironica voce individuabile tra la folla.

mercoledì 2 gennaio 2013

SARA MAGO fanzine cultural: un Manifesto-contro dalla Spagna

Pubblichiamo qui di seguito il manifesto comparso nel numero zero della fanzine Sara Mago, pubblicata a Cáceres a partire dal 2012 appena concluso (e disponibile sul web a questo indirizzo). Dispiace venire a conoscenza di questa lodevole iniziativa con qualche mese di ritardo, ma siamo lo stesso felici di poter tradurre in italiano e pubblicare questo manifesto, che presenta una quasi totale identità con gli obiettivi dell’azione MAVvizzante. Questo Manifesto è una sorta di presentazione dell’intero progetto e una chiamata generale alle armi. I punti essenziali – che condividiamo totalmente – ci sembrano essere:

·         Il porsi come alternativa sia «al conservatorismo universitario dominante, sia al postmodernismo meno critico». Abbiamo sempre denunciato queste due malattie della cultura contemporanea, definendole “passatismo” e “presentismo”. Il culto reazionario del passato (che si sedimenta e prende forza e potere nelle istituzioni museali, accademiche e istituzionali) unito alle mode molli e deboliste postmoderne non permette al mondo occidentale la svolta radicale di cui ha ormai un bisogno disperato.
·         Il tentativo di interpretare le recenti sollevazioni popolari, dando un contributo su una linea che non sia populistica, ma decisamente d’avanguardia. Qui la Spagna, con la rivolta degli indignados, ha dato il via nel 2011 ad un’ondata di ribellione generale, che però – l’abbiamo sottolineato più volte - non potrà dare frutti se non sarà affiancata e sostanziata da un pensiero, un modello e un’azione radicalmente alternativi a quelli dominanti.
·         La fiducia in un vivere e organizzarsi a livello comunitario (il networking, direbbe qualche rispettabile anglofilo) sfruttando le potenzialità delle reti sociali, sia attraverso i nuovi media orizzontali, sia sul territorio. Questa fusione tra reti sociali mediali e reti territoriali è da sottolineare, perché sembra di leggere un cenno alla nostra “retealtà”. L’agire collettivo è una manifestazione potentissima contro l’individualismo e il narcisismo degenerato che regna ovunque. Tra l’altro, agire orizzontalmente e cooperativamente è un antidoto contro i verticismi e i divismi secondonovecenteschi.
·         La critica ai «grandi supplementi letterari» e alle mode culturali. Qui è importante l’annotazione polemica contro quei blog che riproducono gratuitamente gli stessi modelli letterari che provengono dalla cultura dominante. Questo è un punto che non cesseremo mai di evidenziare: i nuovi media se vengono colonizzati dagli old media (e quindi dai vecchi poteri) non potranno mai sfruttare il loro potenziale rivoluzionario. Purtroppo l’arretramento dei blog di fronte all’ondata di facebook è una dimostrazione che la tendenza in atto non è per nulla positiva. Anche per questo occorre potenziare la linea anti-gerarchica tramite collegamenti a realtà editoriali anche lontane nello spazio.
·         L’attività volontaria e gratuita come esempio di azione critica contro il lavoro salariato alienato. Sara Mago è ideata, progettata e portata avanti unicamente da volontari che credono in un progetto socio-culturale alternativo a quello dominante. Nessuno viene pagato. Inoltre, Sara Mago non è uno strumento accademico o una pubblicazione “ufficiale”, quindi non è utilizzabile da chi vuol semplicemente mettersi in mostra o accaparrarsi qualche titolo culturale. Anche questo punto deve essere sottolineato con forza. La critica del MAV al lavoro alienato non avrà mai fine. Per questo la nostra azione è – per quanto possibile – estranea a logiche mercantili.
·         La volontà di agire a livello locale, ma di aprirsi ad un dialogo internazionale. Come già detto, data l’estrema povertà del panorama culturale contemporaneo, è necessario costruire legami e sinergie anche con realtà lontane. Certamente sarà più facile dialogare prima con chi è più simile e ha sensibilità comune alla nostra. Noi sentiamo la Spagna come una sorella, un’amica e compagna d’avventura, più vicina di tutte le altre. Ci unisce alla Spagna la cultura, la lingua, la natura e molto altro. Partire da un comune sentire mediterraneo può essere importante, sempre tenendo conto dell’obiettivo finale, che è il dialogo con tutti i punti del pianeta Terra (e forse oltre…).

 La redazione di Sara Mago è composta da David Matías (scrittore), Conchi L. Andrada (scrittrice), María S. Muñoz (scrittrice), Fermín Solís (illustratore), Esther Vivas (saggista), Masao Yamamoto (fotografo) e, naturalmente, Karen Eliot. Seguiremo lo sviluppo di questo progetto con grande attenzione. Hasta pronto!
 Antonio Saccoccio

MANIFESTO


Si racconta che, quando le venne chiesto il suo parere sulla concessione del Premio Nobel per la Letteratura a Saramago nel 1998, Esperanza Aguirre, che era allora Ministro dell'Istruzione e della Scienza, affermò che non conosceva né aveva letto nessuna Sara Mago. Anche se alcuni giornalisti e alcuni spettatori affermano di esserne stati testimoni, non ci sono video o notizie che attestino l’evento, del quale circolano diverse versioni in Internet. Storia o leggenda, l’aneddoto è verosimile.

Sara Mago. Fanzine cultural nasce da questo contesto storico in cui l'ignoranza dei nostri governanti non sfugge al nostro orizzonte di aspettative. Il nostro primo obiettivo è, attraverso reportage, interviste e recensioni di romanzi, poesie, fumetti, film, etc, opporci alle forme della cultura industriale e individuare alternative sia al conservatorismo universitario dominante, sia al postmodernismo meno critico. In sintesi, cerchiamo uno spazio di ricezione per la creazione comunitaria al di là del nazionalismo culturale, delle pose e delle mode. Rifiutiamo la logica dei grandi supplementi letterari, la cui unica funzione è quella di pubblicizzare i libri pubblicati dal gruppo societario di appartenenza (modello che la maggior parte dei blog culturali riproduce gratuitamente), quindi Sara Mago non recensirà novità. Irrimediabilmente scettici, vogliamo credere nel potere della comunicazione, nel potere contaminante ed esplosivo delle parole, ma abbiamo il sospetto che solo con le parole non si ottengono cambiamenti. Quindi, le parole lasciano la nostra fanzine prima ancora di entrare: la recensione di un saggio sull'agricoltura è lo spunto per un reportage sul campo, quella di un libro di fotografia lo è per un progetto più ampio in cui voi, lettori, sarete i protagonisti. Quindi, il modo di scrivere e pubblicare Sara Mago implica in sé già una trasformazione delle consuetudini “editoriali” tradizionali.

Questa fanzine è stata generata nelle reti sociali, vale a dire in Twitter e nei bar. Anche, ma meno, presso l'Università. Qui tutto è fatto da noi: dalla redazione di articoli, ovviamente, al layout e la stampa, passando attraverso il design, che è un po’ a cavallo tra il rotolo di fanzine e quello libresco. Professionisti in nulla, non abbiamo potuto né voluto liberarci di un certo aspetto amateur. Perché anche noi facciamo i conti con le spese. Nessuno dei nostri collaboratori ha ricevuto denaro per i suoi testi. Il nostro slogan: lavoro gratuito e volontario (non può essere chiamato volontario, attenzione!, il disoccupato costretto a lavorare sotto pena di perdere la sua indennità di disoccupazione) come mezzo per sovvertire la logica del capitalismo, costruita per mezzo del lavoro salariato. Invece, Sara Mago è free: gratuito e libero. Tutti i contenuti della fanzine, che sono stati editati con software liberi come LibreOffice, Gimp e altri programmi in Ubuntu, sono disponibili sotto licenza Creative Commons, in particolare, sotto quella che ci permette di copiare, distribuire e visualizzare i nostri testi riconoscendo il suo autore e purché non sia a fini commerciali. Ora sai: se ti piace Sara Mago, diffondilo.

Il nostro secondo obiettivo è quello di articolare il malessere generale. Affacciata sulla piccola fessura aperta dalle rivolte del 2011 nella struttura di questo sistema ingiusto, la nostra fanzine è anche una chiamata agli intellettuali locali affinché, attraverso questo progetto, prendano parte alla riconquista della comunità e ci aiutino a convertire Sara Mago in uno strumento di intervento culturale, che possa servire a tutti, unendo coloro che leggono e coloro che scrivono, passando all'azione collettiva per cambiare le cose. Queste pagine sono un pretesto per incontrarci nei bar, per discutere mentre ci conosciamo, mentre creiamo comunità. E, una volta organizzati a livello locale (Cáceres, il nostro centro nevralgico), proietteremo la somma dei nostri sforzi a livello globale attraverso il nostro blog, che ci porterà in qualsiasi parte del mondo in cui ci sia un computer connesso a Internet e un lettore dello spagnolo dietro. Siamo troppo ambiziosi? Sognatori forse? Lo direte voi. Questo numero zero è un esperimento, un tentativo il cui obiettivo principale è quello di alimentarsi di voi per continuare a crescere. Nelle vostre mani avete la nostra fanzine e la parola.

venerdì 21 dicembre 2012

Guai a questa mitica notte combattente d‘orrore dicembre 21/22-2012!








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mercoledì 31 ottobre 2012

dolcetto o scherzetto: CHI HA RIDOTTO I NOSTRI BAMBINI COSI'?

Questi i risultati del NO dolcetto NO scherzetto.
In un pomeriggio intero i poveri bambini stirati hanno prodotto:

1. un disegnino di una zucca con una illuminante scritta TI PIACE. 
Indubbiamente un prodotto creativo di un'originalità devastante.


2. una serie di manate bianche, anch'esse frutto indubbiamente di menti iper-sviluppate.
Queste però se trovo un critico particolarmente bravo (cioè imbecille e cialtrone al punto giusto) ce le possiamo giocare come "Bianco di mani sperdute nell'abisso dell'uscio domestico" oppure "Biancore di speranze infrante sulla soglia domestica" e in qualche museo una foto del genere può trovare schiere di ammiratori.





Non mi aspettavo certo genialate. So benissimo in che stato sono ridotte le menti dei nostri bimbi e delle nostre bimbe, trivellate da idiozie televisive e iper-idiozie scolastiche. Li ho provocati proprio perchè so che hanno bisogno di essere svegliati.
Certo, riuscire ad essere banali e vuoti tanto quanto un Artista contemporaneo, questo mi porta davvero ANGOSCIA.

CHI HA RIDOTTO I NOSTRI BAMBINI COSI'?

martedì 28 agosto 2012

Cecilia Giménez (ecce homo, ecce mono) mavvista doc!

E' inutile negarlo, Cecilia Giménez ha compiuto l'operazione più mavvista dell'anno. Impossibile, guardando il prima e il dopo, pensare ad un gesto inconsapevole. Lo ha fatto di proposito, ha vaporizzato il Cristo senza alcuna pietà. Per questo le attribuiamo un posto ad honorem tra i membri del MAV. O forse era già mavvista   da anni ed è stato tutto nostro il sabotaggio?  



Intanto sulla rete il fenomeno si vaporizza ulteriormente, mostrando la bontà del gesto della geniale restauratrice. A noi non resta che ricordare i vagiti mortiferi dei soliti intellettuali da strapazzo che gridano allo scandalo. Ma la vaporizzazione è il fresco futuro e non si può curare di chi ha già un piede e mezzo nella fossa.





Onore quindi alla nostra cara adorabile Cecilia Giménez.




Comunque c'è chi supporta Cecilia e il MAV sul web. Non siamo soli. Qui c'è una petizione con già più di 20mila firme mavviste che vogliono che non sia toccato il miracoloso restauro di Cecilia. Firmiamo anche noi tutti, magari linkando la sigla del MAV (come ho già fatto io). Non a caso il quotidiano spagnolo La Vanguardia ha segnalato la raccolta di firme.

Evviva Cecilia!